AIPOL Società Cooperativa Agricola Via Roma 6 - Puegnago del Garda - BS - Tel. / Fax 0365 651391


Assistenza Tecnica

L'assistenza alle aziende prevede il controllo di tutte le principali operazioni colturali dell'oliveto, cercando di razionalizzarle in modo da ottenere produzioni costanti, elevate e qualitativamente migliori. Il tecnico dell'Associazione esce su diretta richiesta dell'olivicoltore oppure stila un piano di sopralluoghi monitorando ciclicamente le aziende assistite.

Impianto

I consigli agli agricoltori sono rivolti al tipo di pianta da mettere a dimora, indirizzando la scelta preferibilmente verso le varietà autoctone inserite nel Disciplinare dell'olio DOP "Garda" e "Laghi Lombardi", non mancano comunque impianti sperimentali di nuove varietà resistenti al freddo e con capacità produttive elevate, controllati per capire come si comportano nel nostro territorio. Queste nuove varietà si adattano bene ad essere allevate con impianti specializzati capaci di assicurare reddito alle aziende. Scelta la varietà, in relazione all'ambiente che la ospiterà, si suggeriscono i sesti d'impianto secondo la forma d'allevamento: in genere si utilizza il vaso policonico perché è la forma che più si avvicina all'allevamento tradizionale e quindi più semplice da far capire all'olivicoltore. Il monocono, invece, è consigliato sicuramente per le nuove varietà solo in impianti specializzati su terreni fertili e poco pendenti in previsione della meccanizzazione. Prima dell'impianto va eseguita un'analisi del terreno in modo che si possa scegliere la concimazione di fondo più opportuna, in genere con letame, per le proprità ammendanti e per apportare all'apparato radicale un'equilibrata dose di elementi nutritivi. Successivamente si consigliano concimazioni azotate, frazionate in tre interventi, da distribuirsi entro metà giugno per stimolare lo sviluppo della pianta. A novembre (fine del primo anno vegetativo) il consiglio è di eseguire un trattamento rameico per bloccare lo sviluppo vegetativo ed aumentare così la resistenza al freddo delle piantine. Negli anni successivi l'assistenza mira a redigere piani di concimazione idonei per l'accrescimento e a consigliare modalità di potatura, rivolte a velocizzare l'entrata in produzione e ad impalcare la pianta secondo la forma di allevamento scelta.

Potatura

La potatura insieme alla raccolta rappresentano le operazioni più onerose del ciclo produttivo soprattutto in termini di tempo e di forza lavoro impiegati, inoltre tale pratica richiede un notevole grado di specializzazione da parte dell'operatore. Nei periodi classici (marzo-maggio per la potatura "invernale" ed agosto-metà settembre per l'estiva) si effettuano numerosi sopralluoghi nelle aziende per verificare la corretta esecuzione di questa operazione. Nei giovani impianti si attua la potatura d'allevamento la quale prevede di ridurre al minimo gli interventi cesori nei primi quattro anni di impianto in modo da permettere una regolare ed importante incremento della struttura della pianta. Negli oliveti adulti si effettua regolarmente la potatura di produzione, con interventi di riforma solo sulle piante squilibrate nel rapporto legno/vegetazione. L'attenzione dei tecnici è rivolta soprattutto verso questa tipologia di intervento giacché sono ancora numerose le piante senza impalcatura, con altezze notevoli e produzioni concentrate nelle parti alte della chioma, in contrasto, quindi, con i processi di razionalizzazione degli interventi agronomici. La riforma degli olivi, secondo la forma di allevamento a vaso policonico, mira invece ad ottenere una pianta di dimensioni minori, con produzioni concentrate nelle parti basse della chioma e su un numero di rami inferiore (tre-quattro branche principali), nonostante il rischio di perdere i primi anni di produzione dopo la riforma stessa. La filosofia dell'intervento è dimostrativa: all'interno dell'azienda si riformano alcune piante in modo che l'olivicoltore possa rendersi conto della differenza tra la pianta riformata e quelle non riformate. E' chiaramente sconsigliabile effettuare la riforma su tutti gli esemplari giacché, come detto, le piante per uno o due anni, in funzione dell'intervento cesorio, non producono. Nelle aziende con impianti meno antichi e più razionali si segue invece la potatura di produzione che, nel rispetto della forma d'allevamento scelta, mira a regolare la crescita dei rami: per mantenere il giusto rapporto rami-foglie e consentire una buona penetrazione della luce solare, favorendo una produzione ottimale e abbastanza costante nel tempo. Dopo gli interventi cesori, in ogni azienda, si consiglia un trattamento con prodotti cuprici al fine di disinfettare i tagli effettuati.

Concimazione

Negli ultimi anni il numero di aziende che ha deciso di effettuare la concimazione in modo razionale, è aumentato, anche se sono ancora pochi i produttori che decidono di eseguire l'analisi del terreno e tantomeno quella fogliare. Ancora oggi è diffusa l'usanza di somministrare letame ammucchiandolo sul colletto delle piante. Questa procedura è assolutamente da evitare primo perchè in quella zona non è presente il capillizio radicale assorbente, inoltre si creano le condizioni ideali per lo sviluppo di patogeni ed infine non è necessario apportare letame tutti gli anni. Alti olivicoltori, invece, apportano dosi eccessive di concimi chimici soprattutto azotati che causano sia perdite per dilavamento, sia un eccessivo rigoglio vegetativo a scapito della produzione. L'azione nelle aziende è volta a correggere questi errori, consigliando la distribuzione di letame, che è possibile effettuare ogni 2-3 anni, su tutta la superficie negli oliveti specializzati e sotto la proiezione della chioma in quelli promiscui. Annuale e frazionata in un paio di interventi è, invece, la distribuzione di concimi a base di Azoto, mentre quella a base di Fosforo e Potassio va realizzata ogni due-tre anni, tenendo conto in primo luogo della dotazione di base del terreno e delle effettive asportazioni della coltura. Ciò per non apportare più di quanto dovuto salvaguardando così l'ambiente. Un cenno particolare meritano le concimazioni fogliari di Boro poiché quest'elemento è abbastanza scarso nei nostri terreni o comunque, quando presente, non è facilmente assorbibile dalla pianta. Circa 10-15 giorni prima della fioritura si consiglia un trattamento, per favorire l'allegagione futura e ridurre i fenomeni di carenza. Per migliorare ulteriormente l'effetto, una distribuzione sarà eseguita anche dopo la fioritura, circa 10-15 giorno dopo la caduta dei petali nelle mignole.

Irrigazione

Contrariamente a quanto molti produttori pensano, l'irrigazione è una pratica agronomica importante per l'oliveto anche nelle nostre zone, quindi dove possibile, si consiglia di effettuarla ed è bene considerare anche il costo di un buon impianto di microirrigazione quando si intende eseguire un nuovo oliveto.

Raccolta

Vista la difficile orografia del territorio dove si coltiva l'olivo, la raccolta è perlopiù eseguita a mano o al massimo con pettini agevolatori e reti, quindi è immaginabile l'aggravio di costi che quest'operazione comporta. Purtroppo la tradizione vuole l'epoca di raccolta verso dicembre febbraio per ottenere una "apparente" maggior resa. In questi casi l'assistenza tecnica è volta a spiegare che la maggiore inolizione e le migliori caratteristiche qualitative dell'olio si ottengono ben prima, quando cioè l'epidermide inizia a divenire color vinaccia (fase fenologica dell'invaiatura). Aspettare, invece, è controproducente perchè si rischia perdita di prodotto per cascola delle olive e perchè il freddo può provocare la comparsa di gravi difetti nell'olio. Una volta raccolte, le olive andrebbero portate al frantoio nel più breve tempo possibile, o quantomeno, conservate per un tempo limitato in cassette forate, in modo d'areare la massa ed evitare l'insorgere di dannose fermentazioni.

Lavorazione e conservazione

Nei frantoi si eseguono dei sopralluoghi per verificare lo stato delle olive molite, le modalità di lavorazione e la pulizia dei locali ed impianti. Una volta ottenuto l'olio, sono effettuate visite ai produttori per informarli sulle corrette prassi di conservazione del prodotto. L'olio, infatti, deve essere posto possibilmente al buio, in locali con temperature sui 13-15°C ed il contatto con l'aria deve essere estremamente limitato per evitare pericolose ossidazioni.



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